20 maggio 2015 RIFUGI - LEZIONI DI TEATRO DAL VIVO

SHELTERS


 

 

 

Durante la seconda guerra Mondiale

un amico partigiano mi ha insegnato 

che ci sono momenti nella storia,

momenti come quello che tuttora viviamo,

in cui l’uomo, per non disperare,

per continuare a vivere e ad avere fede, 

ha bisogno di un nascondiglio, di un rifugio.

Talvolta questo rifugio è solo una canzone,

una poesia, una musica, un libro.

Vorrei che il mio libro fosse uno di questi rifugi 

e che aprendolo, gli uomini ritrovassero

intatti i loro valori e capissero che,

se hanno potuto forzarci a vivere come bestie, 

non hanno potuto costringerci a disperare. 

Non esiste un’arte disperata. Ma può esistere 

una vita senza arte. La disperazione 

è mancanza di conoscenza, di cultura e di arte.

Questo è quello che penso, sì, questo è quello che penso.”

 

(Romain Gary, Educazione Europea)

 

 

 

Vorremmo condividere con alcune classi della scuola primaria e secondaria e con i nostri ex allievi, ora studenti liceali e universitari, il nostro lavoro di attori e registi, per concludere sul campo il percorso di quest’anno.

 

Se l’arte accade è perché esistono l’infanzia e l’adolescenza che lungo il percorso arrivano al confine con il mondo degli adulti. Crescendo ogni individuo cerca la propria individualità, la vita cerca faticosamente di prendere forma e di accadere cercando di unire due istanze: il reale del qui ed ora in un terremoto di alti e bassi alla ricerca di soddisfazioni, risposte e soprattutto di una netta indipendenza dalla vita precedente. Poi c’è l’ideale degli alti voli, del nutrimento e di tutto ciò che già vive e pulsa in noi. Proprio per la sua natura non definitoria e non definibile, la pre-adolescenza e l’adolescenza è quella stagione della vita eclettica, imprevedibile, originale, di cui scrittori, filosofi e soprattutto artisti si sono serviti per spiegare le verità più profonde e difficilmente intellegibili. Liminare è la situazione in cui si trova l’adolescente sul confine tra un mondo che ormai ha perso e un universo in cui non è ancora entrato. Liminare è quella zona in cui può accadere l’imprevisto e trasformare la nostra visione. È una fase che provoca timore ma stimolante e creativa. In questo processo, la memoria resta all’interno della persona come l’anima del territorio bambino (sensazioni, percezioni, conoscenze) ma nella terra di mezzo c’è una voce che vuole dominare il mondo, la forza dirompente del daimon, l’anima interiore, l’urlo della vita: è l’essenza della persona che vuole gridare all’altro il suo esserci diverso e indipendente.

 

 

 

All’ombra del grande albero

Il nostro eroe talvolta riposava 

Ma era più facile vederlo scrutare minuziosamente

Ogni angolo della foresta.

 

 

La libertà è figlia delle foreste.

E’ là che torna a nascondersi,

quando le cose vanno male

 

 

 

da Educazione Europea di Roman Gary

 

 

 

 

 

 

La scelta di presentare tre lavori legati ad un grande personaggio della mitologia classica (Orfeo), un eroe partigiano polacco (Janek), e un lupo vegetariano giramondo e pacifista è strettamente legata all'importanza di tornare alle origini, alla bellezza dell’episodica nella fiaba perché è lì che risiedono (rubo un’amata espressione di Italo Calvino) i destini del mondo, significa quindi offrire una visione della vita da un altro punto di vista: quello della libertà e della fantasia. Ci sono tante zone che questi personaggi attraversano:

 

 

 

La Foresta. Tutti e 3 gli eroi si muovono nella foresta, spesso si tratta di un luogo buio, sconosciuto, minaccioso ma l’eroe è spesso in grado di dominarlo e prevale un sentimento di grande rispetto per la natura che lo circonda.

 

L’Arte. L’eroe sa che la bellezza e l’amore per l’arte sono l’unica arma possibile per sconfiggere la morte e la devastazione. Denis, Janek e Orfeo sono portatori di bellezza, di musica, ritmo, vitalità. Tutti devono confrontarsi con la morte.

 

L’Amore. L’eroe ha un grande amore al proprio fianco con cui desidera costruire il futuro.

 

Il Silenzio. L’eroe contemporaneo insiste sugli ideali di solidarietà, giustizia e libertà attraverso l’alleanza e l’amicizia, l’eroe classico agisce più in solitudine, il silenzio accompagna entrambi nel percorso che intraprendono.

 

 

 

E così la Storia si trasforma in mito e la leggenda trova nuove facce e voci così che l’esperienza si allarghi e si riempia di vita, con nuovi compagni, in un mondo, speriamo, più ricco di possibilità e dai confini sempre più ampi.

 

 

 

 

 

 1.      Domenica 24 maggio ore 21 – Auditorium Spazio Binario

 

Rivolto ad un pubblico di giovani ed adulti

 

 

 

A MIO FRATELLO IL REGNO, A ME LASCIATE IL CANTO

(Orfeo – prime scintille)

 

Ilaria Debbi, Riccardo Marchi, Anteo Ortu, Martina Oarres Sélavy, Luca Chiapparini

con la collaborazione di

Riccardo Pepe, Ana-Maria Sharkova, Elsa Maria Frabetti

Regia Elena Galeotti

 

 

  

Due note di regia

Orfeo era un fedele guerriero che prese parte alla spedizione degli argonauti, sotto la guida di Giasone e con essi andò alla ricerca del vello d’oro tenuto nascosto da un feroce drago…ma non sono certo queste le imprese che hanno reso famoso il suo personaggio, il suo nome, ma la musica e l’amore! Orfeo era un poeta e un musico. Egli aveva appreso l’arte di suonare la lira dalle Muse stesse, lira che gli era stata regalata dal potente dio Apollo. La sua musica e i suoi versi erano così dolci e soavi che l'acqua dei torrenti rallentava la sua corsa, i boschi scuotevano le loro frondose chiome, gli uccelli dalla commozione non erano più in grado di volare”.

(Robert Graves, I miti greci)

 

Il viaggio di Orfeo: mago, cantore, poeta e la sua discesa Orfica. Volevamo condividere il suo cammino, un viaggio in un tempo sospeso, tanto antico quanto attuale, a noi caro. La solitudine, la fragilità dell’amore, il tema dell’immortalità nonché la violenza del potere, la paura del dolore e della morte sono temi così vicini all’adolescenza, così vicini al nostro mestiere di attori. Il canto è diventato il filo conduttore, il personaggio-guida secondo i desideri del gruppo nello sviluppo del percorso lavorativo. Orfeo è un grande chansonnier, a tratti lirico, attraversato da lunghi silenzi, luoghi d’eccellenza dell’eroe tragico portatore di armonia vocale. Abbiamo esplorato la complessità della natura umana nel rispetto della terra in cui siamo, la terra di mezzo, la zona liminare dell’adolescenza, luogo di grandi fragilità ed enormi possibilità inesplorate.

Luogo di ombre che si agitano, conflitti, vuoti abissali e scontri incomprensibili.

Come si pone un giovane in una situazione di conflitto? Davanti alla morte? In guerra?

 

Come si pone un giovane in una situazione di conflitto? Davanti alla morte? In guerra?

 

 

 

 

 

 2. – Martedì 26 maggio ore 14 – Auditorium scuola primaria Calamandrei

 

Rivolto ai bambini di quarta e quinta elementare.

 

NELLA TANA DEL LUPO

 

testo e regia  César Brie  

 

liberamente tratto da Il lupo mannaro di Boris Vian 

 

con    Mia Fabbri   Luca Serrani  Isadora Angelini

 

 Idea scenografica originale e pupazzi   Lena Bjerregård, Mia Fabbri

 

Realizzazione Scenografica  Valentina Fabbri , Alessandro Bertoli   

 

Tele  Silvia Serrani

 

Musica   Kurt Weill, Milton Nascimiento, John Lennon, musiche popolari

 

Costumi  Angela Bocchini, Mia Fabbri

 

Foto di scena    Chico de Luigi

 

Ospitalità    Officina delle Arti 

 

Ringraziamenti Paola Sabbatani Daniele Angelini Denis Campitelli Teatro de Los Andes

 

  

 

Produzione

 

Cèsar Brie /Teatro Patalò

 

  

Denis è un lupo vegetariano, che adora mangiare foglie di radicchio e semi di girasole, è appassionato di calcio e colleziona i rottami provenienti dagli incidenti sulla statale che passa proprio sotto la sua tana. 

 

Nelle notti di luna piena spia i visitatori del bosco, tra cui le coppiette in cerca di un po' di tranquillità. 

 

E proprio lì incontrerà la bella Angelica che ha appuntamento con il Mago d'Oriente, un tipo spietato che prenderà  a morsi il povero Denis.

 

Così, in una notte di luna piena, il lupo si trasforma in uomo, e un uomo, di notte, non può fare altro che visitare la  città.

 

Ristoranti, ubriaconi, donne, scazzottate, incidenti, fughe dalla polizia e altre delizie della civilizzazione, trasformeranno il nostro pacifico lupo nel re della notte.

 

Il suo rocambolesco incontro con la bella Angelica si trasformerà in una storia d'amore e un viaggio di nozze con John Lennon come autista cantando insieme il sogno di un mondo in cui gli uomini vivranno finalmente in pace.

 

 

 

  

 

 3.    Giovedì 28 maggio ore 14 – Auditorium scuola secondaria Francesco Francia.

 

Rivolto ai ragazzi delle classi terze

 

 

EDUCAZIONE EUROPEA

 

Liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Romain Gary

 

Cantharide 2014

 

di e con Elena Galeotti e Filippo Plancher 

Con l’assistenza di Ilaria Debbi 

Luci Alessio Guerra

 

 

 

La nostra proposta parte dalla memoria con lo sguardo ben ancorato al presente e la mente proiettata al futuro come ogni viaggio che si rispetti. Il lungo laboratorio che lo scorso anno ci ha coinvolti e

 

  

appassionati insieme ad una trentina di giovani adolescenti, ci ha portati alla creazione del nostro nuovo lavoro proprio a partire dalla passione e dai materiali generosamente prodotti dagli studenti durante il percorso laboratoriale. Educazione Europea si ispira all’omonimo romanzo di Roman Gary.

 

 

 

Questo lavoro rievoca le eroiche gesta di un gruppo di resistenti polacchi giovanissimi, durante la seconda guerra mondiale; E’ un inno alla libertà, all’amicizia, all’arte e alla vita; in scena i personaggi sono due, due artisti, non più giovani adolescenti ma creature proiettate verso il futuro, un uomo e una donna che hanno attraversato un pezzo di storia e oggi desiderosi di incontrare il presente e porre al mondo delle domande.

 

Ringraziamo con gratitudine e affetto gli amici di ANPI e ANED, gli studenti e gli insegnanti per la collaborazione, l’amicizia e la fiducia che ci hanno concesso durante il lungo viaggio intrapreso insieme.

 

 

 

Educazione Europea si rivolge a tutti, a partire dal pubblico delle scuole medie e superiori; oggi, a settant’anni dalla liberazione, crediamo sia importante raccogliersi con sguardo rispettoso e propositivo, incontrarsi e condividere momenti di passione che appartengono alla nostra storia e alla grande letteratura europea, tramite il teatro.