02 dicembre 2017 AUDITORIUM SPAZIO BINARIO - DICEMBRE 2018/MAGGIO2019

APRITE APRITE!

CONTRONATURA 2018/2019

Un progetto a cura di Cantharide

in collaborazione con Comune Zola Predosa e Regione Emilia Romagna


Caro spettatore di questo mondo invaso da schermi,

non ti sembra di vivere circondato da finestre sigillate, muri e frontiere invalicabili?

Non senti crescere istinti che inneggiano alla violenza, sopraffazione e intolleranza?

Hai sentimenti diversi dall’egoismo e dall’odio?

Hai un sogno?

 

Qui, nel nostro piccolo-grande teatro, ogni giorno, coltiviamo pensieri, leggerezza, poesia e coraggio.

Lo facciamo perché ne abbiamo bisogno come dell’aria che respiriamo.

Apriamo le porte alla diversità, all’imprevisto, alla discussione, alla libertà d’espressione.

Il teatro è una forma bellissima di resistenza, è un portone antico che si apre

sull’ignoto, su orizzonti meravigliosi e inquietanti. Il teatro è un’arte ma c’è una cosa che lo distingue da tutte le altre: l'opera teatrale è sempre in movimento.

Attore e spettatore determinano l'opera che crea il suo linguaggio nel suo farsi: un linguaggio non scritto che nel suo fluire svanisce e non si sa come ritornerà.  Un’opera che può esistere solo se si è insieme.

Per questo ti chiediamo di aprire le porte, uscire di casa e venire a teatro. 

Ami gli attori?

Ti chiediamo di aprirti versoun mondo umano, un mondo dove le persone possano ancora vivere insieme.

 

 Elena - Cantharide

 

 

APRITE! APRITE!

PROGRAMMA

 

DOMENICA 2 DICEMBRE h 17.00

FESTA DI INAUGURAZIONE: ON THE ROAD

Musica e parole – Brindisi di apertura, di e con?Cantharide-Gruppo Orfeo e artisti ospiti (ingresso gratuito).

 

HERE COME THE ACTORS

SABATO 12 GENNAIO ore 20.00

IL CUSTODE

di Harold Pinter, regia di Francesco Pennacchia, con: Gianluca Balducci, Francesco Pennacchia, Luca Stetur,

Produzione Esecutivi per lo spettacolo e La compagnia degli scarti.

Un piccolo ripostiglio come abitazione. Le pareti, come grandi calamite che hanno attratto ferraglie dalle strade della città, disegnano lo spazio in cui si ritrovano tre uomini. Uno sembra esserne il proprietario; un altro, suo fratello, ci vive e se ne prende cura; l’altro ancora ci arriva come ospite. 

Temporali improvvisi e forti grandinate possono aver danneggiato il tetto. Infiltrazioni d’acqua. Come ben saprete, l’acqua è “ignorante” e può provocare la formazione di umidità e danneggiare muri e armadi.

Tre anime, ognuna determinata ad assicurarsi il controllo di quel tugurio.

E voi, avete controllato il tetto dei vostri tuguri? Per ora non piove, ma mette brutto.

 

 

SABATO 19 GENNAIO h 20.00

FOLLÌAR

di e con Alberto Astorri e Paola Tintinelli

Produzione ASTORRITINTINELLITEATRO

Platone diceva che il potere dell'arte sull'animo umano era così grande che avrebbe potuto da solo distruggere il fondamento stesso della città e tanto più a malincuore riteneva che andasse bandito. 

Il destino dell'arte è ancora quello di cambiare la società? Non dovrebbe far rimpiangere una bellezza perduta da poterla poi rivendicare nella vita di tutti i giorni?

L''arte della scena oggi serve a chi? A cosa?

Questi interrogativi sono stati il nostro punto di partenza per un viaggio nel deserto, nel deserto di due attori, di una coppia d'arte, di chi si è spinto follemente dentro una passione, meravigliosa e dolorosa insieme come può essere quella del Teatro.

 L'Arte dell'attore è la nostra boa a cui rimanere aggrappati in questo tempo di tempeste e di confusione. 

Ci sentiamo esuli, questo sì come Lear e il suo Fool, come Totò e Peppino intorno all'albero del bosco, girovaghi in un regno il cui centro è un cerchio fatto con un nastro di carta nel quale quasi sacralmente e ostinatamente ci si esercita incessantemente.

“Chi non si esercita non esiste” dice una battuta di un testo di Thomas Bernhard.

Uno zio cieco e un cugino matto, nella loro stanza che poi è anche il loro bunker, hanno a che fare con una mosca, persi e soli, come nella notte dei tempi, ai confini di una galassia.

In questa loro stanza c'è soltanto una piccola finestrella, che è il loro rapporto con il fuori, con la grande opera, l'opera del mondo, narrata dal cugino matto, il solo dei due ad avere la vista, in visioni di desolante e struggente bellezza.

Due illusionisti disillusi, due clown di beckettiana memoria vivono l’inutilità e la grandezza della loro scelta. Può sembrare un cul-de-sac, un baratro sublime ma nel finale accade qualcosa di inaspettato, tra utopia e ribellione forse i due trovano un nuovo approdo.

 

Questo studio è dedicato anche a Thomas Berhnard e in particolar modo alla “Forza dell’Abitudine”

SABATO 2 MARZO h 20.00

IL PAPÀ DI DIO

Liberamente ispirato all’omonimo romanzo a fumetti di maicol&mirco

con Meri Bracalente, Andrea Filipponi, Sergio Licatalosi, Fermando Micucci, musiche Lili Refrain scenografia Frediano Brandetti, progetto grafico Roberto Montani, consulenza poetica e filosofica Rubina Giorgi, scrittura scenica e regia Andrea Fazzini

Produzione TEATRO REBIS

Dallo spettacolo Scarabocchi (2016), prima metamorfosi scenica delle folgoranti vignette di maicol&mirco, si è ingenerata una reciproca influenza che ci ha portato a una seconda spericolata collaborazione.

Ancora una volta le tematiche care agli autori – la solitudine, la morte, la relazione con l'altro e col divino, l’esistenza e la desistenza – vengono attraversate e, a tratti, decostruite dal Teatro Rebis, con un approccio minimale e diretto, ma anche capace di caricarsi d'astrazione linguistica e filosofica.

 

‘Il Papà di Dio ha un diavolo per capello: suo figlio è irrecuperabile. Non ne combina mai una giusta. Non a caso suo figlio ha voluto creare il suo Universo senza prima studiare! E qual è il risultato? Questo Universo qua! Il nostro. Un Universo dove si soffre, ci si ammala e si muore. Un Universo dove si lavora e si suda. Un Universo tutto sbagliato. Non come quello del Papà di Dio. Un Universo meraviglioso. Dove non esiste morte, dolore né fame. Dove non si deve lavorare né faticare. Dove i soldi non esistono così come i poveri. Ma Dio non ha voluto ascoltarlo. Ed ecco qua con che razza di Universo ci ritroviamo! Riuscirà Dio a farsi accettare da suo Papà? E suo Papà riuscirà a comprendere e capire il nostro povero Dio?’. (dalle note di maicol&mirco al libro IL PAPA’ DI DIO, Ed. Bao Publishing).

 

 

VENERDÌ 8 MARZO h 20.00

EMILY Il Giardino nella Mente

di e con Isadora Angelini

e con Luca Serrani

luci ed elaborazione del suono Luca Serrani

Progetto Interregionale di Residenze Artistiche realizzato con il contributo di MiBACT, Regione Emilia Romagna, Teatro Due Mondi

Produzione Teatro Patalò  con il contributo di Regione Emilia Romagna

No, la parola più selvaggia che possiamo consegnare al Mondo

Un lavoro teatrale sull'opera della poetessa Emily Dickinson.

All'età di quarant'anni Emily tolse il proprio corpo dal mondo chiudendosi definitivamente in casa.  La sua scrivania divenne telescopio e microscopio da cui osservava orizzonti lontani e le sfaccettature dell'animo umano.Lavorò incessantemente alla sua opera poetica che tuttavia scelse di non pubblicare in vita.

Alla sua morte, la sorella trovò un cassetto pieno di poesie, trascritte in piccoli fascicoli.

Di lei rimangono anche le lettere con le quali intrattenne rapporti di cura, d'amore e di dialogo con il mondo. In mezzo alle sue carte, furono trovati 52 frammenti scritti su buste già usate.

Queste buste di carta sembrano messaggi gettati ai venti del futuro, indirizzati a nessuno e a tutti contemporaneamente.

Il testo dello spettacolo è composto da frammenti di lettere e poesie di Emily Dickinson . L'allestimento e la drammaturgia sono nati dalla lettura di The Gorgeous Nothings, gli 'envelope poems' di Emily Dickinson a cura di Jen Bervin e Martha Verner

 

SABATO 16 MARZO h 20.00

GINGIN (di cosa si parla quando si parla)

[Commedia con dramma in penombra]

con Angela Antonini e Meri Bracalente, drammaturgia e regia Rita Frongia, organizzazione Adriana Gemma Vignali, produzione Esecutivi per lo Spettacolo

con il sostegno di Regione Toscana/ArtistiDrama/Armunia/TeatroDueMondi

Un mala parola e malo pensiero ha attecchito su uomini e donne che avremmo detto buoni.

Lo dicono i corpi, i volti, le chiacchiere, i silenzi.

Dove prendiamo le parole che diciamo?

Le attrici recitano la parte di due sorelle. Una canta nei night club e l’altra vende cagnolini di stoffa

fatti a mano. La madre, il night, le storie da bambine, il cinema, la politica, la chiacchiera è scossa

da rivelazioni involontarie, da attriti imprevisti, tagli che si incuneano in un buio che un fondo ce

l’ha ma non si vede più. E gin. Bevono gin.

Fare dei ritratti della chiacchiera.

GinGin è una commedia con dramma in penombra.

 

SABATO 6 aprile h 20.00

L’ORCO

di Marina Allegri e Maurizio Bercini

con Maurizio Bercini

Produzione Accademia Perduta/Romagna Teatri

“L’orco” è un crocicchio nella nostra strada teatrale, un omaggio a chi c’era, ai compagni di una vita ma

soprattutto a chi ci sarà.

L’orco non ha nostalgie né rimpianti, è una misura di leggerezza, è il sospiro di quando ogni zavorra cade.

L’antico sapere è esploso, lo sentiamo deflagrare ogni giorno, si è frantumato e le sue schegge stanno

formando nuovi mondi, li attraverseremo leggeri, portando solo ciò che sta nelle nostre tasche, ciò che ci

serve per raccontare in breve.

Incontreremo l’orco, quello che mangia i bambini, tutti i bambini, grandi e piccini.

L’orco: quello zampillio di acqua che appare dalla sabbia quando hai finito di fare il tuo castello, quella

risata di mare che se lo porta via.

L’orco è la paura che rimane dopo che il tuono è scappato.

L’orco è un cavallo di troia.

L’orco è simpatico.

“L’orco” è uno spettacolo, per tutti.

 

ORPHEUS ATTACK

 

SABATO 13 APRILE h. 20.00

MARIACHI

di Elena Galeotti-Gruppo Orfeo,

con Ilaria Debbi, Riccardo Marchi, Anteo Ortu, regia Elena Galeotti.

PRODUZIONE CANTHARIDE con il contributo di Regione Emilia Romagna.

To be continued….. Da Gola ci si ritrova in un luogo desertico, La condizione dei nostri giovani anti-eroi è aspra, sono angosciati da una solitudine che mai cessa d’accompagnarli e torturarli, trasportati senza requie dai flutti tempestosi dei propri pensieri. E’ come se fossero circondati da un ignoto cupo e misterioso: quantunque si sforzino con accorata decisione di scandagliarlo, la cognizione di tale dolorosa realtà resta per loro inaccessibile. Il loro carattere non appare fisso o uniforme: al contrario spesso si rompe l’orizzonte dell’attesa e ognuno di loro può d’improvviso trasformarsi radicalmente. Così, ad esempio, da vittima può diventare carnefice o viceversa. Ogni situazione può essere riveduta, mutata, ribaltata per poi tornare all’ordine iniziale. C’è peraltro una forza interiore che pian piano emerge e si fa via via più chiara. Dove eravamo rimasti?

Ecco: Bisogna fare la vita criminale!

 

SABATO 27 APRILE h. 20.00

GOLA (studio per piccolo gruppo di peccatori).

di Elena Galeotti, con Ilaria Debbi, Riccardo Marchi, Anteo Ortu, scene Anteo Ortu, si ringraziano per la collaborazione Mitchell Andres e Roberto di Mola, regia Elena Galeotti, GRUPPO ORFEO-CANTHARIDE. PRODUZIONE CANTHARIDE con il contributo di Regione Emilia Romagna

 

Mi fa gola bere bere e fumare stordirmi

Mi fa gola andare fino in fondo non fermarmi

Mi hanno detto che ho urlato

AAAAAAAAAAAA!!!! Poi tamtamtamtamtam e poi sbam!!!

Ma noi ti vogliamo tutti bene. Ci vogliamo tanto bene

E se cerchi bene va a finire che in fondo all’armadio lo trovi quel tarlo che scava scava

Abbiamo cercato di riflettere sulla vita con spirito leggero, senza omettere le zone d'ombra, chi si crede immortale è al tempo stesso così fragile.  

E così, in una situazione contemporanea carveriana, tre giovani innamorati della vita ma confusi dalla miseria e dall’ipocrisia galoppante che evitano a colpi di droghe e alchool, confessano la loro determinazione ad andare fino in fondo perché il vuoto intorno rimbomba e l’unica possibilità è amare e stordirsi; vivere fa troppo gola.

 

FAMILIES

Domenica a teatro

 

DOMENICA 9 DICEMBRE h 17.00

STORIA DI UNA BAMBINA

Di Teatro Patalò

Spettacolo dedicato bambini e alle famiglie

La compagnia costruisce una nuova storia a partire dalle celebri fiabe popolari di Raperonzolo e Prezzemolina arrivando a disegnare i mondi invisibili che stanno intorno e dentro ai personaggi.

La narrazione rivela l’attualità del mito e degli archetipi delle fiabe nel mondo contemporaneo, coinvolgendo il pubblico in una storia di spaventi e riscatti, amicizia e tradimenti, coraggio e purezza d’animo. La storia mette al centro della vicenda una bambina, illuminando una riflessione non scontata sul femminile e sul rapporto madre-figlia, creando uno specchio che ingigantisce pensieri, parole e convinzioni radicati in un terreno che troppe volte ci spaventa guardare.

 

DOMENICA 10 MARZO h 17.00?

LA PERA NON CADE LONTANO DAL PERO

Spettacolo dedicato alle donne e alle famiglie

Reading con musica dal vivo

Di e con Alessandra Frabetti

Il titolo sembrerebbe annunciare uno spettacolo di un'ovvietà disarmante. Se invece, a pronunciare la frase che rimanda immediatamente ad una scontata saggezza popolare, fosse stato un luminare della scienza psichiatrica, saremmo certi che sottotesti misteriosi e forse avvincenti potrebbero invece rendere il recital decisamente intrigante. E così vuole essere! Questo spettacolo infatti intende presentarsi con una carica di ironia critica, più o meno sottile, più o meno esplicita. In un mondo, come quello teatrale, dove si passa da un estremo tradizionalista agli estremismi del "fashion theater", tralasciando spesso il giusto mezzo della qualità artistica e professionale, LA PERA NON CADE LONTANO DAL PERO vuole molto semplicemente e molto banalmente sdrammatizare il soggetto tanto alla moda. Attraverso un'esplorazione artistica del Novecento, con l'aiuto di maestri dell'umorismo quali P.G.Wodehouse, Achille Campanile e Vàzquez Montalban, ma anche con il contributo non solo di campioni indiscussi dell'arte culinaria come Brillat-Savarin e Artusi, ma perfino di un teorico come Roland Barthes, si ironizza sul rapporto archetipico tra eros e piacere del gusto, tra amore e zoomorfismo. Una celebrazione di sentimenti talmente profondi non può non essere accompagnata da musica, ovviamente adeguata e sempre pertinente. Anzi, le esecuzioni magistrali del maestro Luigi Caselli contribuiscono in maniera determinante a creare il tessuto drammaturgico, di cui diventano un'ottima entrée o il migliore dei contorni.............

 

DOMENICA 24 MARZO h 17.00?

IL TENACE SOLDATINO DI STAGNO Una storia di sperato amore

Spettacolo dedicato bambini e alle famiglie

Di Teatro Caverna

Il racconto si snoda tra una serie di stupefacenti giochi di luce, delicati tappeti sonori e

macchine di scena che muovono, illuminano e animano i giocattoli. Una voce narrante accompagna con

delicatezza la vicenda.

Lo spettacolo racconta la storia di un soldatino di stagno senza una gamba innamorato di una

bella ballerina di carta. Il soldato cerca di offrire alla ballerina il proprio amore, ma un orribile pupazzo si oppone al soldatino. Il soldatino cade dalla finestra, attraversa la città viaggiando nelle acque sotterranee e infine viene inghiottito da un pesce. Eppure riesce a tornare dalla sua ballerina e finalmente può sorriderle.

 

 

DOMENICA 12 MAGGIO h 17.00

LA FAVOLA DEL MERCANTE

Spettacolo dedicato bambini e alle famiglie

Di Cantharide

Ci sono tre sorelle, due cattive e furbette, una più giovane, molto bella e apparentemente ingenua, un po’ sbadata, non troppo perspicace.

La mamma non c’è come nella favola di Cenerentola e il papà, come tutti i papà, è costretto a partire per un lungo viaggio di lavoro lasciando alle sorelle tremendine la possibilità di sfogarsi su quella più fragile.

C’è poi la luna, enorme e tanto buona, attenta ed affettuosa, le stelle brillarelle e la strologa tremendissima.

Un mix tra il realistico e il fantastico, con scenari che rimandano a componenti concrete del nostro paesaggio: campi di grano, animali di campagna,  granai ma anche ad elementi immaginari come la luna canterina e le statue della strologa.

 

 

 

 

ART AND VIBES

 

            Art and Vibes vede la presenza di due gruppi musicali con sonorità jazz, rock’n’roll, country-blue-grass in concerto e contemporaneamente le mostre di vari giovani artisti italiani che esporranno le loro opere nel foyer del teatro

 

SABATO 16 febbraioore 20.00  INCANTORI

Progetto musicale dedicato ai cantautori della storia della musica italiana passando dalla Francia e dalla Spagna.

Riccardo Marchi, voce

Marco Paganucci, pianoforte

Federico Gueci, contrabbasso

 

SABATO 23 febbraioore 20.00 LOVESICK DUO

Per gli appassionati del rock 'n'roll delle radici, country e bluegrass, ecco i “Lovesick Duo”.

Paolo Roberto Pianezza; voce, chitarra,e Lap Steel

Francesca Alinovi II; contrabbasso e voce

 

 

Vi aspettiamo!

 

BIGLIETTI

- Intero: € 12.00

-Ridotto: € 8.00 Under 26 anni, over 65, soci Coop e Coop Alleanza 3.0, accompagnatori persone con disabilità, domenica pomeriggio.

Ingresso gratuitoper i minori accompagnati dai genitori e per i disabili.

 

 

ABBONAMENTI

5 SPETTACOLI = 50.00 €  INTERO 35.00 € RIDOTTO

8 SPETTACOLI = 80.00 € INTERO   60.00 € RIDOTTO

 

Ad ogni appuntamento aperitivo di cortesia con i vini del Vigneto Bagazzana Gaggioli

 

 

INFO E CONTATTI

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