20 ottobre 2006

Progetto W

Cantharide e Libero Gruppo di Studio di Arti Sceniche.


"Ma non siamo noi forse in un'eterna situazione di violenza?
Poiché siamo nati e cresciuti in carcere, non ci accorgiamo più di essere infilati in una buca con mani e piedi incatenati e un bavaglio alla bocca. Cos'è che voi chiamate una situazione legale? Una legge che fa della gran massa dei cittadini delle bestie da soma per soddisfare i bisogni snaturati di una minoranza insignificante e corrotta?"

Georg Büchner, Strasburgo, 1833


Crediamo che l’incontro con “l’altro” sia stato e continui ad essere fondamentale nel nostro modo di concepire il teatro.


Ottobre 2006: al teatro Jack and Joe di Cerbaia prende l’avvio, dopo un primo appuntamento con pranzo collettivo, un laboratorio di studio sull’arte dell’attore.
Voluto e coordinato da Claudio Morganti, che ha chiamato a partecipare una ventina di attori (e non solo) questo progetto di ricerca proseguirà con appuntamenti mensili per due anni. E ancora non è finito.
Intrecciando l’esperienza scenica di ciascuno e lo studio di alcune delle principali teorie teatrali elaborate nel corso del secondo Ottocento e del primo Novecento, all’interno di un gruppo assai eterogeneo per esperienza e provenienza, ci siamo interrogati sulle questioni cardine relative a questo mestiere (e quest’arte) così difficilmente definibile, così complesso, ma così necessario per comprendere l’atto del teatro.
A partire dagli scritti dei grandi attori italiani dell’Ottocento, passando poi per quelli di Louis Jouvet, Bertolt Brecht, Gordon Craig, Zeami, V.E. Mejerchol’d, Etienne Decroux, per arrivare alle suggestioni dell’arte astratta, in un percorso lungo e complesso le parole dette e scritte nel passato sono state motivo per noi di studio e di riflessione sul presente: parole da verificare e da ‘ri-usare’ per approfondire il proprio fare oggi, parole che son frutto d’esperienza concreta nel teatro e che ne portano i segni, le ferite, le folgorazioni; parole che ritornano e si intrecciano ad altre, che scandiscono pratiche sceniche diverse, individuano periodi storici differenti e ritornano su simili questioni. (…)
Parallelamente allo studio, è iniziato un lavoro individuale di riscrittura del Woyzeck, ciascuno per conto proprio, con periodici confronti collettivi: uno spazio, anche questo, per metterci alla prova e per cercare, ancora.
Poi Il festival Armunia ci ha ospitati: e il progetto si è inserito all’interno di un altro progetto, portandosi dietro i due anni passati e trovando un nuovo spazio in cui vivere la dimensione della ricerca.
Un laboratorio permanente radicato in un luogo particolare come Castello Pasquini che ospita le compagnie, da un lato; un gruppo in movimento e senza fissa dimora che continua la propria formazione e la propria ricerca al confronto con una drammaturgia straordinariamente visionaria, crudele e così fortemente teatrale come quella del Woyzeck. W. è dunque un momento di un lavoro di ricerca; un punto, per fare il punto ed esporsi, che precipita in virgola. Punto e virgola. E la storia continua.


E la storia continua a Zola Predosa…
Ad aprire la stagione Contronatura 2009 – Bestie da soma, sarà una giornata dedicata alla proiezione video dei lavori fatti individualmente da molti di noi intorno al Woyzeck.


La zona da esplorare resta dunque il testo di Büchner e il video diventa l’occasione per un nuovo approfondimento, il terreno di una ricerca che s’intreccia con quella fatta sulla pagina e in palcoscenico, un modo per elaborare frammenti di riscrittura.
Come un piccolo festival lungo quanto una domenica pomeriggio, il primo appuntamento della stagione è anche un modo per mettere in contatto realtà diverse fra loro: davanti ad un bicchiere di sangiovese, il “Libero gruppo di studio di arti sceniche” s’incontrerà in quell’occasione con alcuni studenti e docenti dell’Accademia di Belle Arti di Bologna. Arte figurativa e teatro avranno il modo di intrecciarsi a vari livelli, mentre la ricerca individuale tornerà al confronto di gruppo e a quello con il pubblico.
Franz, Andres, Marie, il Capitano, il Dottore, l’Imbonitore, la scimmia, il cavallo, la testa che rotola, le voci dei framassoni, la vecchia, il coltello, gli orecchini: occasioni da evocare per riscrivere in video, per forare un testo già straordinariamente visionario e crudele; per balbettare in lingue diverse le “prove” di un incontro: la tappa di un percorso intorno al Woyzeck, dove l’oggetto ancora una volta è mancato, necessariamente e consapevolmente mancato e, con leggerezza febbrile, corteggiato.

C’eravamo lasciati al festival di Armunia lo scorso aprile. Ora è un’altra tappa della storia.


Il progetto W. si pone come obiettivo quello di coinvolgere il territorio tramite un confronto da sviluppare su piani paralleli all’interno di un’unica cornice che produca affiatamento e ricchezza. Il punto di partenza è il Woyzeck di Georg Büchner, uno dei punti più alti della nostra letteratura, un grandioso frammento drammatico sul rapporto tra morale e potere scritto nel 1836. Sono coinvolti una trentina di artisti tra attori, studiosi, scenografi, scrittori e studenti. Il progetto prevede diverse tappe di lavoro:
Video
Spettacoli
Letture
Plastici e installazioni


Di fondamentale importanza è la collaborazione con gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Bologna per un approfondimento della ricerca sulla scenografia e l’arte figurativa in relazione al testo drammatico e l’arte scenica per una condivisione dello Spazio Binario vissuto in ogni suo anfratto come luogo d’arte e di teatro della Provincia di Bologna.

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